Il Progetto Val’S entra nel Catalogo Regionale delle Buone Pratiche

Il Laboratorio per lo studio del paesaggio sonoro e delle tradizioni musicali della Valle del Sacco entra nel Catalogo Regionale delle Buone Pratiche Culturali, un riconoscimento frutto delle attività che il gruppo di lavoro ha messo in atto negli ultimi anni.

La Regione Lazio si è dotata di uno strumento di messa a sistema di buone pratiche per la promozione delle esperienze più significative e innovative svolte nel proprio territorio che, a seguito di un bando, sono confluite nel Catalogo regionale delle Buone Pratiche Culturali.
La Regione ha avviato l’attività di benchmarking – inteso come confronto sistematico qualitativo e quantitativo – del Sistema Cultura del suo territorio, rispondendo alla necessità ed urgenza di declinare i molteplici valori di cui si compone il patrimonio culturale, affrontare il tema sia degli indicatori, che degli approcci e dei metodi e, successivamente, determinare quali fra questi siano quelli idonei a rappresentare con maggior accuratezza gli impatti, intenzionali e non intenzionali, che la cultura produce, fino ad arrivare ad individuare modelli vincenti di utilizzazione delle risorse culturali e buone pratiche da trasferire.

Il gruppo di ricerca Val’S, impegnato nella costituzione e gestione del Laboratorio per lo studio del paesaggio sonoro e delle tradizioni musicali della Valle del Sacco, è formato da etnomusicologi che si occupano della documentazione delle culture tradizionali e dei patrimoni culturali etnomusicologici (con esperienza nell’ambito della tutela, della valorizzazione e della catalogazione dei beni culturali immateriali). Si propone di documentare, tutelare e promuovere i patrimoni sonori della Valle del Sacco, incentivando la conoscenza, la ricerca sul campo, la documentazione, la catalogazione e la divulgazione della cultura musicale, nelle sue forme tradizionali e contemporanee (attraverso la definizione e la rilevazione del paesaggio sonoro).
Il Laboratorio allestisce occasioni di incontro, di sperimentazione e di scambio tra chi pratica attività attinenti al progetto e si propone come interlocutore nei confronti di enti pubblici e privati interessati a progetti di ricerca, documentazione, catalogazione, pianificazione territoriale, formazione che comportino conoscenze specifiche o direttamente riferibili a quelle musicologiche, etnomusicologiche ed etnoantropologiche.

Info: etnolaboratorio@gmail.com

Roviano. Il Cibo e la Festa

La Direzione del Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comune di Roviano e della Regione Lazio, presenta la rassegna “Il Cibo e la Festa. Pratiche alimentari nei contesti festivi dell’Appennino laziale”. L’iniziativa si articola in tre giornate, caratterizzate da incontri, concerti, proiezioni, spazi di degustazione, stand rappresentativi della cultura e della cucina locale.

Il 4 settembre, alle ore 18, presso le sale del Museo, sarà inaugurata una mostra fotografica su “Il Cibo e la Festa”, illustrativa di alcune tradizioni dell’aree interne del Lazio. Saranno esposte fotografie relative a feste di Roviano, Vivaro Romano, Riofreddo, Vallepietra, Marano Equo, Nazzano (in provincia di Roma), Ferentino, Fumone (Frosinone), Tarano (Rieti). Alle 21, presso la corte del Castello Brancaccio, si terrà il concerto gratuito dei Cello Duet, duo di violoncelli formato da Luca Paccagnella (direttore d’orchestra e musicologo di Padova, docente presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano) e Margherita Massimi.

Sabato 10 settembre, dalle ore 10, nella Sala Convegni del Museo, verranno presentati una serie di video, risultati di indagini antropologiche condotte da ricercatori e documentaristi sul rapporto tra cibo e festa. Alle 13 verranno allestiti alcuni laboratori di cucina tradizionale e panificazione, a cui si potrà partecipare previa iscrizione. Saranno, quindi, aperti gli stand gastronomici, con la possibilità di degustare preparati tipici e, contemporaneamente, si esibiranno in concerto i Thanks, Pluto, originale duo cantautoriale bolognese composto da David Sarnelli (fisarmonica) e Margherita Valtorta (voce, toy piano, glockenspiel).

Domenica 18, dalle ore 10, il Museo ospiterà il convegno di demoetnoantropologia, con interventi di specialisti che presenteranno ricerche sul tema della rassegna. Per tutta la giornata, nella corte del castello e nel borgo è prevista la presenza di stand gastronomici, di laboratori e di luoghi di degustazione di prodotti locali. Chiuderà la giornata, nel tardo pomeriggio, il concerto itinerante dei BBQ Best Brass Quality – quintetto di ottoni formato da Alberto Stefani (tromba), Daniele Masella (tromba), Luigi Ginesti (corno), Fabrizio Savone (trombone), Gianluca Frattali (basso tuba), Lorenzo Calderano (percussioni); a seguire, il “Ballo della Pupazza”, caratteristico rito coreutico, tipico di alcune feste rovianesi, eseguito da un grande fantoccio dalle fattezze femminili.

Info:
rovianomuseo@tiscali.it
www.museoroviano.it
https://www.facebook.com/museoroviano/
+39 0774 903023

La mostra sul culto di San Biagio in Liguria e Piemonte

Ultimi giorni per visitare, nella sua tappa ligure, la mostra “San Biagio in Italia. I luoghi, il culto, le feste”. La mostra, esposta a Montegrosso Pian latte (Imperia), resterà aperta fino all’8 settembre presso la chiesa parrocchiale di San Biagio, visitabile nel seguente orario: feriali, dalle 15.00 alle 19.00; festivi, dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Dopo gli approdi a Corsano (Lecce) e Marano Equo (Roma), e il transito a Montegrosso, la mostra arriverà a Caramagna Piemonte (Cuneo), dove sarà allestita presso la Galleria Superiore dell’Abbazia di Santa Maria (Aperture: 17-18-24-25-26-30 ottobre).

Maggiori informazioni su www.progettosanbiagio.it 

Il culto di San Biagio in mostra a Dubrovnik

Venerdì 6 maggio 2016, alle ore 19, verrà inaugurata presso il Museo Etnografico di Dubrovnik (Granaio Rupe), la mostra San Biagio in Italia: i luoghi, il culto, le feste. L’esposizione, che si compone di più di 150 fotografie sulla devozione al santo nelle varie regioni italiane, è stata curata dall’Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale (Eo|Lo), in collaborazione con la Direzione del Museo Etnografico di Dubrovnik. La mostra, che ha avuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, resterà aperta fino al 7 luglio per poi tornare in Italia, dove diverrà itinerante, toccando alcuni dei luoghi di maggiore venerazione.

Info sul sito www.progettosanbiagio.it

Vivere il Passato a Nazzano

Domenica 18 ottobre 2015 alle ore 17.00, presso la Sala Polifunzionale e Sala Mostre Temporanee del Museo del Fiume di Nazzano (Roma), verrà presentato il volume fotografico “Vivere il Passato. Tradizioni e storia di Sant’Antimo Patrono di Nazzano”, a cura dell’Archivio Laboratorio Audiovisivo “Peppe Catelli” del Museo del Fiume di Nazzano. Il volume è corredato da un saggio introduttivo dell’antropologo Tommaso Rotundo e da un resoconto di interviste a giovani membri della Confraternita del SS. Sacramento e di Sant’Antimo, a cura di Grazia Lapenna. Per l’occasione sarà presentato anche il cd dal titolo “I suoni della festa”, a cura di Emiliano Migliorini, una selezione delle musiche registrate nei giorni della festa del Patrono a Nazzano nel maggio del 2011, durante la ricerca sul campo condotta da Eolo Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale su varie realtà festive del territorio sabino.

Al Cini l’incontro annuale dell’ICTM

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati organizza alla Fondazione Giorgio Cini il 29 e 30 settembre l’incontro annuale del comitato italiano dell’International Council for Traditional Music (ICTM), l’organizzazione più rappresentativa a livello internazionale degli studiosi di etnomusicologia.

L’ICTM si articola in Comitati Nazionali e quello italiano organizza annualmente un incontro di studi al quale partecipano ricercatori provenienti da diverse istituzioni italiane per presentare le loro ricerche e lavori in corso. Si tratta di un importante momento di scambio e di confronto tra gli etnomusicologi italiani che non a caso quest’anno si svolge a Venezia essendo l’IISMC e la Fondazione Giorgio Cini uno dei punti di riferimento per questi studi in Italia. Durante l’incontro verranno presentati i lavori svolti in questi ultimi tempi sulla catalogazione e digitalizzazione degli archivi dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati.

Parte integrante dell’incontro sarà anche una performance di launeddas (triplo clarinetto sardo) e organetto diatonico con Vanni Masala e Andrea Pisu il 29 settembre alle ore 18.30.

A conclusione del convegno il pomeriggio del 30 settembre si apre inoltre la II Rassegna di Etnomusicologia Visuale organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia. La rassegna, dal titolo Musica e culture spirituali in area caraibica, è a cura di Giovanni De Zorzi e Marco Lutzu.

E’ possibile accedere liberamente alle conferenze, alla performance musicale e alle proiezioni dei documentari fino ad esaurimento posti disponibili.

Scarica il programma dettagliato degli eventi.

Inaugurazione del Museo di Vie e Storie

Giovedì 28 Maggio 2015 inaugura il Muvis, il Museo di Vie e Storie, allestito all’interno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Vicovaro (Roma).

L’evento ha inizio alle ore 17 e vedrà la partecipazione di Mercello Vassalli (Commissario del Parco dei Monti Lucretili), Laura Rinaldi (Direttore del del Parco dei Monti Lucretili), Massimo Meriggioli (Presidente dei Comuni della Valle Ustica e Sindaco del Comune di Percile), Luciano Romanzi (Presidente Comunità Montana Valle dell’Aniene), Romolo Rubeo (Ingenium Logic, azienda che ha curato l’allestimento). Interverrà, in conclusione, l’Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio Lidia Ravera.

Le ricerche etnoantropologiche relative ai contenuti del Muvis sono state condotte da Paola Elisabetta Simeoni e Emiliano Migliorini (dell’Etnolaboratorio) e da Elisabetta Silvestrini e Milvia d’Amadio.

Programma

Enrique Cámara de Landa: Etnomusicologia

E’ da poco stato pubblicato per le edizioni Città del Sole, un manuale di etnomusicologia che raccoglie molte informazioni relative agli studi delle musiche di tradizione orale. Il suo autore, oltre ad essere un ricercatore, ha una vasta esperienza d’insegnamento ed è un profondo conoscitore delle tendenze attuali sugli studi etnomusicologici. Enrique Cámara offre, nel corso delle pagine del suo libro, una ricostruzione della gestazione e dello sviluppo della disciplina. in Etnomusicologia, egli fornisce al lettore un’ampia visione tanto degli aspetti storici quanto del quadro concettuale dell’etnomusicologia, così come anche degli aspetti metodologici che sorreggono la logica dei lavori di ricerca. Una sezione dellopera (a cura di Grazia Tuzi) è dedicata all’etnomusicologia italiana. Al volume è allegato un CD-ROM con alcuni dei capitoli del volume, le appendici e una vasta bibliografia.

Sportello delle Memorie a Pietralata

Il 19 e 26 maggio 2015, a Roma, presso il Bibliopoint Perlasca di Via Barelli, si terrà un Seminario formativo finalizzato all’apertura di un archivio delle fonti orali del territorio di Pietralata – un luogo dove raccontare, archiviare, ascoltare, utilizzare i vissuti del territorio, strumento di riflessione sulla complessità del presente e sulla progettualità futura. Il seminario, gratuito, è aperto a tutti coloro che desiderano imparare o perfezionare la capacità di produrre, archiviare e utilizzare le memorie del territorio nell’ottica di contribuire a questo progetto di archivio partecipato.

 

Programma:
MARTEDI’ 19 MAGGIO h.16.30-19.30:
- Presentazione del progetto “Sportello delle memorie a Pietralata” e delle attività sulla storia del quartiere già realizzate (Maria Gallone dei TiPiattIVi e Lucia Megli IC Perlasca)
DALL’ARCHIVIO AL CAMPO E VICEVERSA.
Come costruire e utilizzare un archivio di fonti orali
a partire dal complesso vissuto delle metropoli globalizzate.
-Archiviare le voci e le storie. L’esperienza del Circolo Gianni Bosio di Roma (Enrico Grammaroli – Archivio Sonoro Franco Coggiola, Circolo Gianni Bosio)
Il Circolo Gianni Bosio è una delle esperienze non istituzionali più importanti nel panorama cittadino e nazionale degli archivi di fonti orali. Condivideremo spunti e buone pratiche per la creazione e la conservazione dei documenti di ricerca: dalla gestione dei materiali di un’esperienza di ricerca sul campo fino all’archivio come bene comune della conoscenza.
- Inseguire l’oggetto sul campo? Fare ricerca nella globalizzazione (Piero Vereni – Università di Roma “Tor Vergata”)
Il mondo sembra essersi “messo in moto”, con informazioni, persone e immagini che si spostano sempre più rapidamente e lungo percorsi sempre più ampi. Come si fa a fare ricerca in questo nuovo contesto? Saranno anche analizzati alcuni documentari sul vissuto della città di Roma, tra cui l’inedito “Roma metropoli diversa”.
MARTEDI’ 26 MAGGIO h.17.00-19.45:
L’INTERVISTA COME FONTE. Come fare un’intervista qualitativa.
- Prima, durante e dopo l’intervista: dalla registrazione alla trascrizione (Valeria Trupiano – Università di Napoli “L’Orientale”)
Che tipo di informazioni è possibile ottenere da un’intervista qualitativa e, soprattutto, come? Dalla preparazione del “canovaccio”, al momento della vera e propria registrazione, alla redazione delle note e dell’eventuale trascrizione; questa lezione
presenterà le principali tappe metodologiche e accortezze tecniche utili alla produzione delle fonti orali.
- Oltre l’intervista: dal testo al contesto (Martina Giuffrè – Università di Napoli “L’Orientale”)
Che cosa ci dice un’intervista al di là dei contenuti informativi? Che cosa raccontano i silenzi, gli errori della memoria, le esitazioni, i fraintendimenti, i gesti e gli sguardi?
Analizzeremo gli aspetti extratestuali dell’intervista, aspetti relazionali, contestuali e situazionali che mettono in gioco in diversi modi la relazione intervistatore/intervistato.
Durante questa seconda giornata formativa i partecipanti verranno coinvolti in simulazioni atte a sperimentare le varie tappe e a elaborare i risultati dell’intervista qualitativa.
- Conclusioni del seminario: come proseguire il progetto (Valeria Trupiano dei Tipi Attivi e Angela Rossi Progetto Well-Fare “Tra mediazione e comunità, costruire il welfare locale”)

Addio ad Antonio Silti

Domenica scorsa ci ha lasciati Antonio Silti. Antonio era una persona straordinaria, che ha avuto una vita difficile ma allo stesso tempo ricca e piena di soddisfazioni. Nato poverissimo, costretto alla dura esperienza della pastorizia sin da piccolissimo, è riuscito con il lavoro a dare solidità e dignità alla propria esistenza, conservando e affinando tutte quelle conoscenze che gli derivavano dalla vita agro-pastorale, con cui non ha mai interrotto un legame. Amava suonare, cantare e costruirsi lui stesso gli strumenti che suonava. Benvoluto da tutti, aveva una personalità esuberante, capace di intrattenere e divertire. Costruiva oggetti con il legno, piccole sedie soprattutto, che impagliava lui stesso. Portava sempre con sé, nella tasca della camicia o della giacca, gliu ciufulitto (il flauto di canna a bocca zeppata a quattro fori), pronto a suonare in qualsiasi circostanza.

Più di una volta aveva messo a disposizione le sue conoscenze per il nostro lavoro sulle tradizioni musicali della Valle del Sacco. Alcuni suoi brani sono stati inseriti nel primo cd della collana e altri saranno presentati nei volumi successivi. Era evidente la sua voglia di comunicare e trasmettere le sue competenze, in ogni campo, e siamo consapevoli che molto ci avrebbe potuto ancora cantare, suonare e raccontare. Con lui perdiamo un pezzo importante della nostra memoria locale, oltre che una persona di grande umanità.

Ciao Antonio.