Il Progetto Val’S entra nel Catalogo Regionale delle Buone Pratiche

Il Laboratorio per lo studio del paesaggio sonoro e delle tradizioni musicali della Valle del Sacco entra nel Catalogo Regionale delle Buone Pratiche Culturali, un riconoscimento frutto delle attività che il gruppo di lavoro ha messo in atto negli ultimi anni.

La Regione Lazio si è dotata di uno strumento di messa a sistema di buone pratiche per la promozione delle esperienze più significative e innovative svolte nel proprio territorio che, a seguito di un bando, sono confluite nel Catalogo regionale delle Buone Pratiche Culturali.
La Regione ha avviato l’attività di benchmarking – inteso come confronto sistematico qualitativo e quantitativo – del Sistema Cultura del suo territorio, rispondendo alla necessità ed urgenza di declinare i molteplici valori di cui si compone il patrimonio culturale, affrontare il tema sia degli indicatori, che degli approcci e dei metodi e, successivamente, determinare quali fra questi siano quelli idonei a rappresentare con maggior accuratezza gli impatti, intenzionali e non intenzionali, che la cultura produce, fino ad arrivare ad individuare modelli vincenti di utilizzazione delle risorse culturali e buone pratiche da trasferire.

Il gruppo di ricerca Val’S, impegnato nella costituzione e gestione del Laboratorio per lo studio del paesaggio sonoro e delle tradizioni musicali della Valle del Sacco, è formato da etnomusicologi che si occupano della documentazione delle culture tradizionali e dei patrimoni culturali etnomusicologici (con esperienza nell’ambito della tutela, della valorizzazione e della catalogazione dei beni culturali immateriali). Si propone di documentare, tutelare e promuovere i patrimoni sonori della Valle del Sacco, incentivando la conoscenza, la ricerca sul campo, la documentazione, la catalogazione e la divulgazione della cultura musicale, nelle sue forme tradizionali e contemporanee (attraverso la definizione e la rilevazione del paesaggio sonoro).
Il Laboratorio allestisce occasioni di incontro, di sperimentazione e di scambio tra chi pratica attività attinenti al progetto e si propone come interlocutore nei confronti di enti pubblici e privati interessati a progetti di ricerca, documentazione, catalogazione, pianificazione territoriale, formazione che comportino conoscenze specifiche o direttamente riferibili a quelle musicologiche, etnomusicologiche ed etnoantropologiche.

Info: etnolaboratorio@gmail.com

MAV 2014

Dal 27 al 29 novembre torna la rassegna MAV Materiali di Antropologia Visiva  al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

Il Convegno-Rassegna Materiali di Antropologia Visiva (MAV) è un appuntamento biennale ideato da Diego Carpitella nel 1985 al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, per discutere e verificare le ricerche e le produzioni audiovisive in ambito antropologico.
L’edizione 2014 del MAV, organizzata dall’Università di Roma “Sapienza” con l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, avrà luogo a Roma presso la Sala Convegni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
Secondo la consueta formula, MAV 2014 si articolerà in tre giornate, alternando proiezioni di filmati e discussioni con relatori e autori dei materiali in programma. Si avrà inoltre la possibilità di visionare anche i video non inseriti nelle proiezioni in sala.
Giovedi 27 novembre la giornata inaugurale sarà introdotta da Maura Picciau, direttrice del Museo, e avrà come tema “Carnevale e altre storie: filmati inediti di Diego Carpitella e Annabella Rossi”. In questa occasione la Sala Convegni del Museo sarà intitolata a Diego Carpitella. Interverranno Paolo Apolito, Rudi Assuntino, Sandro Biagiola, Francesco De Melis, Francesco Faeta, Francesco Giannattasio, Luigi M. Lombardi Satriani, Lello Mazzacane, Antonello Ricci, Simone Valitutto.
Venerdi 28 e sabato 29 novembre verranno presentati e discussi i materiali di antropologia visiva selezionati per la proiezione in sala, suddivisi nelle seguenti sezioni: “Economie fra locale e globale”, “Etnografie visive”, “Memorie visive”, “Paesaggi sonori”, “Patrimonio e musei”, “Rito e festa”.

Programma completo

L’osso che canta

Bambun e l’Associazione Culturale Itaca organizzano il ciclo di incontri di etnomusicologia “L’Osso che canta. Conversazioni sulla musica, laboratori, concerti”.

“L’osso che canta” è il nome dato ad una serie di incontri dedicati alle culture musicali. Prende spunto da una favola diffusa in tutta l’area europea, così chiamata secondo la classificazione Aarne-Thompson del 1958 e documentata in numerose varianti anche in Abruzzo sotto nomi diversi, come la storia dell’uccello grifone o dei tre fratelli, registrata a Cerqueto di Fano Adriano da Giuseppe Di Domenicantonio nel 1969 e narrata dal pastore Elia Pisciaroli. In essa si racconta un avvenimento delittuoso e ingannevole, nel quale la funzione magica della musica e del suono si traduce in potere rivelatorio che ristabilisce la verità, attraverso il momentaneo reincarnarsi della persona assassinata nel flauto d’osso sotto forma di fiato e di canto. Conferenze con ascolti, concerti, laboratori, nel suggestivo scenario della ex-Chiesa di S. Spirito a Cellino Attanasio (TE).

25 maggio, ore 18, Marcello Piras
1 giugno, ore 21, Gzim Kodraliu
8-9-10 giugno, ore 9.30-18, Luis Costa e Manuela Barile
15 giugno, ore 18, Federico Carulli e Gianfranco Spitilli

Il programma completo su http://bambun.webnode.com
Info: gianfrancospitilli@gmail.com | www.bambun.webnode.com