Córegn, cifolitti e sciüroc

Lazio, Lombardia, Alto Adige a confronto sullo strumentario minore
A cura di Emiliano Migliorini e Paolo Vinati.
Etnolaboratorio/Etnostudi 2013, 18′.

L’articolazione dello strumentario popolare italiano è ampia e multiforme. All’interno di questo vasto panorama di strumenti musicali un ruolo e una funzione importante svolgono dispositivi realizzati con materiali non sempre duraturi, talvolta con un altissimo grado di deteriorabilità, costruiti con materiali prelevati direttamente dal mondo naturale che circonda chi li produce: canne, cortecce, legni, foglie, fili d’erba. Tali strumenti sono convenzionalmente definiti “minori”, poiché hanno meno pregio e sono destinati, quasi sempre, ad una breve durata. Essi però svolgono funzioni importanti nell’ambito della cultura popolare, avendo spesso ruolo di intrattenimento, d’accompagnamento al canto, di segnale e spesso propedeutico a strumenti maggiori. Inoltre sono la diretta espressione di un sapere, quello tradizionale, che mostra una conoscenza profonda del contesto naturale in cui l’uomo si pone e tecniche raffinate di lavorazione dei materiali primari. Il documentario mostra tre diverse tipologie strumentali realizzate in tre contesti diversi – in Lombardia, Lazio e Alto Adige – per fornire un primo resoconto di questa affascinante ricchezza di tecniche e conoscenze che permettono con pochi sapienti gesti di manipolare la natura per la creazione di suoni.

 

Córegn, cifolitti e sciüroc. Lombardia, Lazio, Alto Adige a confronto sullo strumentario minore from etnolaboratorio on Vimeo.