Ricercatori

 

  • Alessandra Broccolini [Antropologa]

Alessandra Broccolini è nata a Chieti. E’ ricercatrice in Discipline Etno-Antropologiche dal 2008 ed attualmente insegna Etnologia presso la facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza di Roma”. Si occupa di “antropologia dell’Italia” (Italia centro-meridionale – Lazio/Campania), con particolare riferimento al tema dell’identità, della festa, del patrimonio immateriale, di migrazioni, nello specifico in contesti urbani. Dal 1994 fa parte del programma francese CNRS “Les Mots de la Ville” coordinato da Brigitte Marin. Dal 1999 collabora con la Regione Lazio in materia di catalogazione del patrimonio etnografico materiale e immateriale. Di recente ha terminato con Katia Ballacchino un lavoro di documentazione del patrimonio etnografico alimentare nell’area dell’alto viterbese per conto dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del ministero per i Beni e le Attività Culturali (ICCD – Progetto PACI Dieta Mediterranea). Ha pubblicato numerosi articoli su Napoli e la Campania e su Roma e la città, sul tema della festa, del gioco, e dell’identità urbana, tra i quali Lavorare a Banglatown. Attività commerciali e relazioni interculturali nella periferia romana di Torpignattara, (2009); “Generi urbani. La “città delle donne” tra flânerie, esclusione ed etnografia” (2010); “La zuppa, il fuoco e il lago. Cibo e identità intorno al lago di Bolsena”, (2009, con Katia Ballacchino). Ha pubblicato un lavoro monografico sul tema dell’artigianato del presepe a Napoli: Scena e retroscena di un patrimonio. Turismo, artigianato e cultura popolare a Napoli, Verona 2008. Con Emiliano Migliorini è curatrice del volume Santi, Pantasime e Signori. Feste della Bassa Sabina (Espera 2013).
INFO: alessandrabroc@tiscali.it

  • Claudia Cottica [Antropologa]

Nata a Ferrara, nel 2014 ha conseguito la Laurea Magistrale in Antropologia culturale, etnologia e etnolinguistica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi in Antropologia museale intitolata “Buono da…pensare. Il Museo Etnografico di Seravella: memorie nel futuro” nella quale, partendo dalla  narrazione museale messa in campo nell’esposizione permanente, si analizzano le strategie di patrimonializzazione e di valorizzazione attivate dal museo al di fuori delle sue sale volte alla costruzione di una partecipazione della comunità in alcune attività di salvaguardia e di affezione verso il proprio territorio di riferimento evidenziando quindi il ruolo del museo come presidio culturale e centro di costruzione di significati collettivi.
Ha partecipato a diversi progetti nel campo dei beni etnoantropologici come una ricerca multidisciplinare (archeologia e antropologia, Ca’ Foscari Venezia, 2010) nell’ antico insediamento di Costanziaco (Isola di S. Ariano, Laguna Nord di Venezia), la collaborazione nel ri-allestimento della mostra “Abitare in campagna. Il Feltrino” e nelle ricerche per la mostra “Il sacro nelle Dolomiti. Parole, simboli, riti” (Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, BL, 2014), una relazione storico-antropologica sulla Banda Civica del Comune di Belluno in occasione del centenario della sua fondazione (2015). Sempre con il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, si è dedicata alla mediazione museale e al problema dell’accessibilità culturale delle collezioni con particolare riferimento al pubblico di adulti-anziani nell’ottica del  LLL (Long Life Learning). Attualmente sta frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università La Sapienza di Roma.
Si interessa di antropologia museale, museografia etnografica, processi di patrimonializzazione e salvaguardia inerenti soprattutto il patrimonio culturale immateriale, public engagement e native empowerment.
INFO: cotticla@gmail.com

  • Sandra Ferracuti [Antropologa]

Nata a Roma. Ha conseguito il Bachelor of Arts in Antropologia presso The American University di Washington (D.C., USA) e si è quindi laureata (2001) e addottorata (2008) in discipline demo-etno-antropologiche presso l’Università “Sapienza” di Roma. Si occupa principalmente di antropologia museale, dei patrimoni e dell’arte ed ha svolto ricerche etnografiche sul terreno negli Stati Uniti, in Italia e in Mozambico. Dal 2009 è Assistente di ricerca presso la Divisione etnografica del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, nell’ambito del progetto Europeo “RIMEEthnography Museums and World Cultures“, dal 2010 Professore a contratto di Museologia e, dal 2012, di Antropologia dei patrimoni culturali presso l’Università della Basilicata. Qui, nel 2012, ha ottenuto un Assegno di ricerca della durata di anno per un progetto incentrato sulle “comunità patrimoniali” attive nell’ambito dell’interpretazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale immateriale della regione. È membro della redazione della rivista “Antropologia museale” dal 2002 e, dal 2005, membro del Consiglio direttivo della Simbdea (Società Italiana per la Museografia e I Beni Demo-Etno-Antropologici), oggi in qualità di Vicepresidente. Tra le sue pubblicazioni: “L’Etnografo del patrimonio in Europa: esercizi di teoria e cittadinanza”, in L. Zagato, M. Vecco (a cura.), Le culture dell’Europa, l’Europa della cultura, F. Angeli, Milano 2011: 206-228; “Henri-Alexandre Junod, patrimonio in Mozambico: giochi di specchi tra Africa, antropologia e arte”, Antropologia Museale, IX [27]: 19-29, 2010; “Sistema Arte”, Antropologia Museale, VIII [22]: 126-128, 2009; “Attriti museali: dalle zone di contatto alle friction globali”, Antropologia Museale, VII [19]: 27-32, 2008; “La Biennale dell’Africa”, Antropologia Museale, V [17]: 46-54, 2007; “Cose di Armungia”, LARES [LXXII]1: 99-132, 2006.
INFO: sandraferracuti@yahoo.it

  • Susanna Guerini [Antropologa]

Nata a Bologna nel 1987, ha conseguito la laurea magistrale in Discipline Etno-Antropologiche nel 2014 all’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi di Antropologia visiva dal titolo “Cinescape. Autorappresentazioni cinematografiche migranti”, in cui analizza alcuni documentari sulla migrazione dal punto di vista di coloro che l’hanno vissuta. Collabora con l’associazione culturale “AMM – archivio memorie migranti”, che si occupa di autonarrazione e di produzioni audiovisive. Per AMM sta svolgendo un lavoro di catalogazione e di archiviazione di materiali audiovisivi, in collaborazione con l’Istituto Centrale per Beni Sonori e Audiovisivi. Nel 2007 ha partecipato ad un progetto di cooperazione internazionale a Léon (Nicaragua), dove si è occupata della catalogazione di reperti archeologici, in vista dell’apertura di un museo della comunità indigena Sutiaba, insieme al Dipartimento di Archeologia della Sapienza e alla ong “Medina” di Firenze.
Attualmente sta frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici di Roma. Si interessa di antropologia delle migrazioni, antropologia visiva e patrimonio culturale immateriale.
INFO: susanna.guerini@gmail.com

  • Grazia Lapenna [Antropologa]

Nata a Gissi (Ch), si è laureata in Sociologia con indirizzo socio-antropologico e dello sviluppo discutendo una tesi in Etnologia dal titolo “Percorsi di antropologia museale nel Museo Nazionale di Antropologia e Etnologia di Firenze”. Ha svolto attività di ricerca sul campo per la catalogazione dei beni immateriali e per la compilazione delle relative schede BDI ai fini della candidatura della “Giostra del Saracino” di Arezzo e della “Perdonanza Aquilana” alla Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
Ha partecipato al progetto di ricerca e documentazione per lo studio e la salvaguardia delle feste tradizionali della Bassa Sabina denominato “La Pantasima”, da cui nel 2013 è stato pubblicato il volume “Santi, Pantasime e Signori. Le feste della Bassa Sabina” nel quale è coautrice dei saggi “Il Santo e il suo doppio. La festa di San Liberatore a Magliano Sabina” (con Migliorini E., Panajia E., Rotundo T.) e “Acqua e santità lungo la Valle del Tevere. La festa di Sant’Antimo a Nazzano” (con Migliorini E., Panajia E., Rotundo T.).
Dal 2011 risiede in Spagna, a Barcelona, dove ha conseguito il “Máster Oficial en Investigación Etnográfica, Teoría Antropológica y Relaciones Interculturales” presso l’Universitat Autònoma de Barcelona svolgendo una ricerca sui temi del meticciato e dell’identità nell’ambito post-coloniale italiano. Attualmente collabora al progetto “NowPobleNou” incentrato sulla gentrification del quartiere barcellonese del Poblenou.
INFO: grazialapenna@gmail.com

  • Emiliano Migliorini [Etnomusicologo]

Nato a Isola del Liri (Fr) nel 1973, laureato al Dams di Bologna, ha svolto numerose campagne di ricerca etnomusicologica, in particolare sul rapporto tra musica tradizionale e devozione popolare, sui repertori degli strumenti della tradizione musicale italiana e sulla dimensione sonora di alcuni carnevali italiani e svizzeri. Ha lavorato alla sistemazione e alla catalogazione del Fondo Roberto Leydi presso il Centro di Dialettologia e Etnografia di Bellinzona e la Fonoteca Nazionale Svizzera di Lugano. Dal 2003 al 2011 ha collaborato con l’Archivio-Laboratorio DemoEtnoAntropologico (ALDEA) dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma (Ministero per i Beni e le Attività Culturali). Ha svolto attività di catalogazione e di revisore per alcune candidature alla lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO: la Giostra del Saracino di Arezzo, il Calendimaggio di Assisi, la “Fòcara” di Novoli e la Perdonanza aquilana. Ha pubblicato alcuni cd e vari saggi di interesse etnomusicologico, tra cui il volume La Ràdeca. Suoni voci gesti del Carnevale di Frosinone (Nota 2009). E’ autore con Paolo Vinati del film Le us per aria (Etnostudi 2009). Con Alessandra Broccolini è curatore del volume Santi, Pantasime e Signori. Feste della Bassa Sabina (Espera 2013). Ha partecipato alle ricerche per l’allestimento del Muvis, il Museo delle Vie e delle Storie di Vicovaro (Roma, 2013-2015).
Attualmente è Direttore del Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene di Roviano (Roma).
INFO: emiliano.migliorini@gmail.com

  • Angelo Palma [Fotografo]

Nato a Riofreddo (Rm) nel 1948, residente a Roma. Inizia a fotografare alla fine degli anni sessanta collaborando con l’Agenzia Keystone. Dal 1973 lavora a tempo pieno seguendo soprattutto avvenimenti politici, sociali, culturali. Nel 2000 il suo archivio, stimato in circa un milione di immagini (negativi b/n e diapositive) ha ricevuto dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio la notifica “di notevole interesse storico” per “la testimonianza unica e particolare della vita politica e sociale del nostro paese e dei paesi europei ed extraeuropei”. Negli ultimi anni si è dedicato alla documentazione degli aspetti antropologici delle tradizioni popolari e religiose partecipando a ricerche multidisciplinari sul campo, curando anche la ricerca iconografica per la realizzazione di mostre e cataloghi (Angelo Palma, Elisabetta Simeoni, Fede e tradizione alla Santissima Trinità di Vallepietra. 1881-2006. Guida alla mostra, Artemide 2006).
E’ stato il principale fornitore di fotografie nel libro de L’Espresso edito nel giugno 2014 in occasione del 30° anniversario della morte di Enrico Berlinguer.
INFO: angelo.palma@fastwebnet.it

  • Emanuela Panajia [Antropologa]

Emanuela Panajia nata a Locri (RC) si è laureata nel 2007 in Sociologia indirizzo Socio-antropologico e dello sviluppo presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi in antropologia culturale dal titolo Il rapporto medico-paziente straniero. Ha svolto il Master in Etnopsichiatria e Psicologia Transculturale. E’ impegnata soprattutto nell’ambito dell’antropologia medica e antropologia del patrimonio. Ha effettuato ricerche sul campo d’interesse demoetnoantropologico in diverse regioni dell’Italia centro-meridionale, soprattutto nel Lazio e in Calabria dove è impegnata in una prolungata attività di rilevamento e di studio su diversi aspetti delle culture di tradizione popolare. In particolare si occupa dei Greci di Calabria e di alcune feste e riti del ciclo dell’anno nella Locride (Settimana Santa, feste patronali, fantocci rituali). Ha collaborato con l’Università di Tor Vergata per la realizzazione degli standard di responsabilità sociale e per il rilevamento sul campo intorno all’umanizzazione delle cure presso L’Ospedale San Camillo-Forlanini. Con Eolo-Etnolaboratorio per il patrimonio culturale immateriale ha lavorato per il biennio 2011-2012 al progetto di ricerca e documentazione denominato “Pantasima”, concernente lo studio, la salvaguardia e la promozione delle feste tradizionali della Bassa Sabina. Per EOLO ha anche collaborato alla ricerca e alla catalogazione della “Perdonanza Aquilana 2011″ e “La cultura del leudo”, in relazione alle rispettive proposte di candidatura nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Ha pubblicato Il rapporto medico-paziente migrante in Il laboratorio dei cento, n.70, 2009; Report di rendicontazione sociale STA.R.S.S 2010. La valutazione e la partecipazione della responsabilità sociale(con altri), A.O. San Camillo-Forlanini e Dipartimento CISPA Tor Vergata, 2010; Report di rendicontazione sociale STA.R.S.S 2011. Valutazione sociale partecipata dei livelli di umanizzazione (con altri), A.O. San Camillo-Forlanini e Dipartimento CISPA Tor Vergata, 2011; Compagni invisibili. I Santi patroni fondatori di località, in Broccolini A., Migliorini E. (a cura di), Santi, Pantasime e Signori. Le feste della Bassa Sabina, Espera, Roma, 2013; nello stesso volume ha contribuito alla realizzazione degli articoli Acqua e santità lungo la Valle del Tevere. La festa di Sant’Antimo a Nazzano (con La Penna G., Migliorini E., Rotundo T.), Il Santo e il suo doppio. La festa di San Liberatore a Magliano Sabina (con La Penna G., Migliorini E., Rotundo T.). Ha partecipato con il videodocumentario Le Palme di Bova al Convegno Rassegna MAV (materiali di antropologia visiva) tenutosi presso Il Museo Nazionale di Arte e Tradizione Popolari nel 2014. È socia dell’Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (AISEA), della Società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (SIMBDEA), dell’associazione Eolo-Etnolaboratorio per il patrimonio culturale immateriale.
INFO: emanuelapanajia@hotmail.com

  • Paola Elisabetta Simeoni [Antropologa]

Nata a Roma, si laurea nel 1972 presso la Facoltà di Lettere antiche all’Università La Sapienza di Roma, con una tesi in Etnologia. E’ stata Direttrice coordinatrice demoetnoantropologa al Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 1982 presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (MNATP) poi, dal 2002 fino al 2011, presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).
E’ docente in diversi corsi ministeriali e master universitari sulla Catalogazione demoetnoantropologica e, dal 2012, presso la Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici (DEA) dell’Università di Roma “Sapienza”.
Dagli anni ’70 del Novecento svolge attività di ricerca sul terreno sulla cultura contadina e pastorale e su aspetti di antropologia religiosa in diverse regioni d’Italia e documenta con strumenti audiovisuali le culture indagate. Organizza seminari, congressi internazionali, corsi, mostre, coordina ricerche. Si occupa della tutela dei patrimoni demoetnoantropologici: in particolare di catalogazione (strutturazione della scheda FKO, oggi BDM, per i beni materiali e BDI per il patrimonio immateriale DEA) e di museografia. Progetta e realizza l’allestimento di alcune sale del MNATP, progetta e allestisce i musei demoetnoantropologici di Roviano (Roma, 1980) e di Riofreddo (Roma, 2001 e 2005) di cui è direttrice fino al 2005; partecipa alla ricerca, alla documentazione e all’allestimento del Museo delle Vie e delle storie (MUVIS) di Vicovaro (Roma, 2013-2015). E’ consulente del Direttore Generale del MiBAC, nel 2001-2002 per il patrimonio immateriale e per l’UNESCO e partecipa al Tavolo transnazionale come esperta DEA per il MiBAC per la candidatura della “Dieta mediterranea” nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità  dell’UNESCO e segue la catalogazione di diverse candidature. Per l’ICCD progetta e coordina un lavoro di ricerca, documentazione e catalogazione sul culto al santuario della Santissima Trinità di Vallepietra (Roma) (2003-2006). Nel dicembre 2006 cura per l’ICCD, insieme ad Angelo Palma, una mostra fotografica dal titolo “Fede e tradizione alla Santissima Trinità di Vallepietra. 1881-2006”. Dal 2009 al 2011 è Direttore scientifico dei lavori per il Progetto integrato per il Patrimonio Culturale Immateriale e la Diversità Culturale (PACI) dell’ICCD. Coordina il progetto di EOLO “Feste della Bassa Sabina”.
E’ socia fondatrice dell’Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (AISEA) e membro del Consiglio Direttivo dal 1995 al 2000. E’ socia fondatrice della Sezione di Antropologia Museale (AM), poi socia della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA). E’ socia e fa parte del Consiglio Direttivo della Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli e socia dell’ICOM (International Council of Museum) dal 1993. E’ socia dal 1990 dell’Association Internationale d’Études Médico-Psychologiques et Religieuses (AIEMPR) e Presidente dell’associazione dal 2009 al 2013, anni nel corso dei quali organizza il XIX Congresso internazionale sul tema: “Oltre le identità. Polifonie diverse umanità” (Assisi, 23-27 luglio 2013).
Ha curato diversi volumi: (con Elisabetta Silvestrini) “La Ricerca Folklorica”, La cultura della bambola, n.16 (1987); (con Franca Fedeli Bernardini) Ricerca e territorio. Lavoro, storia, religiosità nella valle dell’Aniene (MNATP, De Luca Editore 1991); (con Roberta Tucci) Museo nazionale delle Arti e Tradizioni popolari. La collezione degli strumenti musicali (ICCD-MNATP, Poligrafico e Zecca dello Stato 1991); Essere donna essere uomo nella valle dell’Aniene (Regione Lazio, Edilazio 2006); Fede e tradizione alla Santissima Trinità di Vallepietra. 1881-2006 (ICCD, Artemide 2006). Ha pubblicato numerosi interventi e saggi di ricerca etnoantropologica.
INFO: paolaelisabetta.simeoni@gmail.com

  • Antonella Valerio [Antropologa]

Nata a Catanzaro. Nel 2013 ha conseguito la Laurea Specialistica in Discipline Etnoantropologiche alla Sapienza di Roma con una tesi sperimentale sui disturbi del comportamento alimentare: “I dca: come si rappresentano le pazienti anoressico-bulimiche. Analisi di alcuni racconti” (Antropologia medica).
Ha collaborato con varie associazioni culturali impegnate in progetti di integrazione sociale di stranieri dedicandosi a piccole ricerche e rilevazioni sul campo. Ha collaborato all’attività di catalogazione ed inventariazione di fondi librari in SBN, con l’Istituto Fondazione Gramsci di Roma. Ha insegnato lingua italiana L2 a stranieri alla Casa dei Diritti Sociali di Roma e all’Associazione Martin Luther King Italia.  Nel 2009 si è dedicata, nell’ambito di un progetto di Servizio civile, alla valorizzazione del Museuccio delle attività contadine della Valle dell’Aniene, tramite visite didattiche a scolaresche, inventariazione di oggetti e beni demoetnoantropologici.
Ha affiancato alla professione di antropologa un percorso di studi orientato alla pianificazione e realizzazione di innovative modalità del messaggio culturale. Difatti, nel 2015 ha conseguito il Master in: “Digital Heritage. Cultural Communication trough digital tecnologies” sulla Comunicazione, Ri-mediazione e Valorizzazione del patrimonio culturale in digitale.
INFO: valerioantonella@yahoo.it